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- La Bahia, Via Della Pietà 26, Frazione Chianchetelle

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ChiancheAltitudine: 356 m. s.l.m. Abitanti: 610 Circondata dai Monti del Partenio e del Taburno, Chianche si erge sul crinale di una collina verdissima, a 356 metri d'altezza, dalla quale si domina la valle del Sabato. Al centro storico, si aggiungono le due frazioni di, Chianchetelle e San Pietro Irpino, nelle quali si suddividono le poche centinaia di abitanti del piccolo comune. Gli abitati sono circondati da da boschi di castagno, punteggiati di macchie di ginestre, che digradano in ampie distese di ulivi e viti. Tutt'intorno, le colline del Sannio, il Massiccio del Taburno, la maestosa montagna di Montevergine.
ChiancheIl nome di Chianche deriva, con ogni probabilità da "Plancae", le pietre quadrate con le quali i Latini lastricavano le strade: tutt'ora esiste, nella frazione Chianchetelle, una cava di pietre. Il "pl" latino fu sostituito nel medioevo, dopo il '300, con "ch", sicché Plancae divenne Chianca e poi Chianche.
Chianche
Il Borgo Medioevale di Chianche presenta caratteristiche stradine acciottolate e case basse, spesso unite da archi a tutto sesto, conservando in gran parte l'aspetto originario dell'insediamento. Il Castello rappresenta la storia stessa di Chianche: i suoi resti, con il sovrapporsi di stili, narrano fedelmente le vicende storiche dell'abitato. La costruzione risale all'epoca normanna con il Torrione di Via San Felice, probabilmente la prima opera realizzata, che sarebbe sorto sull'originario Castrum romano. Lo schema costruttivo fu con ogni probabilità  imposto da una rozza muraglia di modesto spessore orientata per trarre vantaggio dalla conformazione dello sperone roccioso su cui si è sviluppato il maniero. Ancora si ammirano le strutture difensive primitive, le torri cilindriche angolari e un alta torre quadrangolare di stile neogotico posta alla sommità  dello Stretto di Barba. La prima citazione storica del Castello risale al 1301; nel corso dei secoli, e soprattutto durante il Rinascimento, il possente edificio subì numerose trasformazioni per essere adattato in castello-residenza ambita dalle più nobili famiglie: i Filomarino, i Caracciolo, i Zunica, i Sanseverino. Come attesta una lapide all'ingresso, nel 1593 fu acquistato da Giovan Battista Manso marchese de Ville, umanista amico di Torquato Tasso, di Milton e di Marini che ivi furono ospitati. La Chiesa Parrocchiale (Chianche) è di epoca barocca: con ingresso imponente e navata singola, le pareti laterali presentano colonne ioniche ed archi tutto sesto. Lungo la parete sinistra, vi sono quadri di notevole valore artistico, risalenti al '600 e '700, rappresentanti S. Antonio, S. Domenico, Santa Caterina e l'Immacolata concezione. Seicentesco anche il quadro della Madonna "Causa Nostrae Letitiate" del '600. Di notevole bellezza il Pulpito ottagonale in legno e l'organo del '700. Il Tempio (fraz. S. Pietro Irpino) è a pianta rettangolare e risale con ogni probabilità alla fine del '300, come sembra testimoniare lo stile tardo-romantico. La facciata, molto semplice, è affiancata dal campanile rifatto in epoca recente. L'interno è a una navata, scandita da nicchie. Archi a tutto sesto che reggono il soffitto a botte con elementi decorativi esagonali. Le poche aperture soffondono una luce scarsa che esalta il carattere mistico della costruzione romanica. Un cornicione divide il soffitto dalle pareti, lungo le quali s'ergono pilastri con capitelli corinzi. La canonica originariamente annessa all'edificio è andata distrutta, e non ne sono emerse tracce, neppure nel corso dei recenti restauri. L'edificio, molto semplice, si presenta a pianta rettangolare, con tre altari. Vi è custodita, tra le opere, la statua della Madonna della Pietà  cui è legata un'antica tradizione popolare che la festeggia la prima domenica di Maggio. Di particolare bellezza è il quadro su tela, posto al centro della volta, che rappresenta la Madonna con il Bambino, San Filippo Neri, San Domenico, Santa Caterina e Santa Margherita alla quale la chiesa è dedicata. Dalla piazza della Chiesa si domina la Valle del Sabato ed i monti che la circondano, compreso quello dove sorge il Santuario di Montevergine. Da visitare le fontane di Parco Greci e la fontana lavatoio di Chianchetelle. I ruderi del presidio romano attestano l'antichità degli insediamenti nel sito. La Torre aveva notevole importanza strategica, sia come punto di osservazione che come presidio difensivo, a guardia del Valico di Barba, il tratto di fondovalle che mette in comunicazione la media Valle del Sabato con la Pianura Beneventana. La costruzione, a pianta quadrata, in parte diruta, sorge su un alto basamento tronco-piramidale, aveva nella parte superiore finestroni archivoltati e al proprio interno si presentava su due piani, dei quali quello sottostante, privo di aperture aveva funzione di magazzino e cantina. Dalla Torre si domina a vista il paesaggio sottostante per un lunghissimo tratto fino ai profili dei monti del Matese e del Terminio. Nel 1138, Ruggero il Normanno la impiegò come base di appoggio per muovere contro Rainulfo di Avellino.
ChianchePrima di giungere al centro abitato, provenendo da Altavilla, si attraversa lo Stretto di Barba lungo il quale scorre il fiume Sabato creando un paesaggio eccezionale: una gola circondata da rilievi protetti da aceri, castagne e querce che, per la natura erta e selvaggia ha indotto alcuni storici, ad immaginarlo come possibile luogo della battaglia delle Forche Caudine.
Chianche
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