Grottolella

Grottolella Superficie: Kmq 7,1
Altitudine: 565 m. s.l.m.
Abitanti: 1.854

Il comune è costituito da quattro frazioni: Pozzo del Sale, Tropeani, Spinelli e Taverna del Monaco. Il territorio, tra boschi, campi coltivati, noccioleti e vigneti, si estende sulla direttrice Avellino-Benevento nella media valle del Sabato, ai piedi del Massiccio del Partenio sotto la protezione del Monte Toro. Le frazioni si differenziano per l'altitudine e la morfologia: Taverna del Monaco è sita su un altopiano che è il più alto dei territori della media Valle del Sabato a differenza di Pozzo del Sale è una zona pianeggiante che si unisce alla piana di Pianodardine.
Il paese comprende due nuclei urbani: quello medievale che sorge su uno dei colli della Valle San Giulio, intorno al Castello Carafa-Caracciolo; un secondo, settecentesco, in prosieguo del primo, in direzione Est-Ovest

Grottolella

La presenza, in località Barbelle, di resti di una villa rustica e di alcuni sepolcreti, risalenti, probabilmente, all'età tardo imperiale (III­-IV secolo D.C.) testimoniano la frequentazione del territorio già in epoca romana.
Le vicende medievali del borgo sono riassunte nella stratificazione di stili costruttivi che emerge dal Castello, che con ogni probabilità ha costituito il seme della successiva aggregazione urbana.
Il nome "Grotta" viene per la prima volta citato nella "Cronica" di Falcone Beneventano, nel 1134, nell'elenco delle conquiste di Ruggiero II. La denominazione originaria,"Grotta Castagnara" (Crypta Castagnaria), si mantenne almeno fino al 1646, quando il feudatario Scipione Macedonio fu insignito da Filippo IV di Spagna del titolo di duca di Grotta Castagnata.
Storicamente rilevante è altresì la presenza di sorgenti minerali, in località Pozzo del sale: il nome della località, "ubi Salza dicitur", trae la sua origine dalle sorgenti salsoiodiche, presenti in questa zona. Questo centro viene per la prima volta ricordato al tempo della compi­lazione del "Catalogus Baronum", esso faceva parte del feudo di Ruggiero de Aquila e tenuto in suffeudo da Ruggiero de Farneto.
Numerosi i feudatari che si sono succeduti nel possesso di Grottolella, tanto più ove si consideri che per diversi secoli il territorio è stato suddiviso in parti distinte.
Infine, nel 1617, il feudo pervenne ai Macedonio persero la signoria su Grottolella con l'abolizione dei diritti feudali nel 1806.
Questi ultimi promossero la sistemazione del castello e dell'annessa cappella, risalente al 1150 e luogo di culto fino al 1700. Settecentesca è altresì la chiesa di S. Maria delle Grazie prospiciente il borgo medievale e la cappella di S. Maria di Costantino­poli, demolita nella metà di questo secolo, di cui oggi sono visibili i resti dell'abside e della sacrestia.

Grottolella

  • Chiesa di Sant'Egidio Abate
    La Chiesa di Sant'Egidio Abate, conserva una tela raffigurante Maria SS.ma delle Grazie, pregevole copia di opera raffaellesca.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie - (Sec. XVIII)
    Situata presso il castello, la chiesa di S. Maria delle Grazie offre oggi l'aspetto dovuto ai profondi rimaneggiamenti subiti nella seconda metà del '700 e si articola in tre parti: la chiesa, il campanile e la sagrestia con sovrastante casa canonica.
    Al centro dell'unica navata, sull'altare maggiore, vi è il quadro raffigurante "La vergine delle Grazie" di ignoto autore della scuola napoletana. In corrispondenza dell'arco che separa la navata dall'abside di forma quadrata, due altari in marmo pregiato custodiscono le spoglie dei martiri San Vincenzo e Sant'Anastasia.
    Da un vano laterale si accede alla cripta costituita da due ambienti coperti da una volta a botte a sesto ribassato, con nicchie a pianta semicircolare.
    Particolare interesse architettonico riveste il portale della facciata principale in pietra arenaria.
  • Il Castello - (Sec. XI-XVII)
    Ben conservato nelle strutture esterne, il castello si erge a guardia del borgo medievale. L'edificio venne costruito su una roccaforte longobarda nella seconda metà  del XI secolo. Attraverso numerosi rimaneggiamenti giunse ai duchi Macedonio, che intorno al 1650 lo trasformarono in una sontuosa dimora gentilizia castellata.
    Dell'impianto medievale non resta più nulla. L'aspetto esterno è quello quattrocentesco, secondo una pianta quadrangolare con tre torri cilindriche e una, quella nell'angolo est, di forma quadrata. Suddivisioni e ristrutturazioni compiute negli anni, hanno creato all'interno dei castello diverse abitazioni private, per cui e andato completamente perso l'aspetto medioevale dei fortilizio, che, comunque, continua ad offrire un'immagine di rara suggestione.
    Un portale ad arco in pietra arenaria immette in un androne coperto da una volta a botte, da quale si accede al cortile quadrangolare interno, al cui centro vi è una cisterna. Al piano terreno di una delle tre torri cilindriche c'è la cappella privata. La facciata principale dei castello è caratterizzata da tre semplici finestre.
  • Palazzo Ducale estivo - (Sec. XVIII)
    La frazione di Taverna del Monaco crebbe di importanza nel '600, quando i Macedonio, feudatari di Grottolella, incaricarono gli eremiti di esigere il pedaggio da coloro che attraversavano la loro proprietà , sulla vecchia strada da Avellino a Benevento.
    La stessa famiglia Macedonio nel 1742 fece costruire il Palazzo Ducale estivo di Taverna del Monaco (oggi completamente ristrutturato) e la chiesetta di San Vito, demolita interamente alcuni anni fa.
  • Palazzo Maglio - (Sec. XIX)
    Palazzo Maglio fu costruito per volere di Egidio Maglio e del figlio Domenico verso la fine degli anni '70 del 1800, affacciato sulla nuova piazza comunale costruita durante l'amministrazione del sindaco sacerdote Raffaele Spinelli in quegli stessi anni.
  • Palazzo Pellegrino - (Sec. XVIII)
    Palazzo Pellegrino, oggi in stato di grave abbandono, fu voluto, nella seconda metà  del 1700 da Agostino capostipite di una delle più illustri famiglie grottolellesi, dalla quale provennero sacerdoti, notai, giudici, farmacisti e grandi medici, e che strinse rapporti di parentela con importanti famiglie avellinesi e napoletane tra cui quella del letterato Luigi Settembrini.

Grottolella

Il territorio comunale si estende lungo una dorsale in direzione Nord-Sud lungo la valle del torrente San Giulio, affluente del fiume Sabato.
Tra i folti boschi di macchia mista, prevalentemente quercia e castagno, ed i fertili campi coltivati, meritano un cenno particolare le numerose sorgenti che caratterizzano il territorio di Grottolella. Ad esempio, in località Fiestole, nei pressi del centro abitato, sgorga una chiara sorgente d'acqua oligominerale, presso la quale un'area attrezzata immersa nel verde invita alla sosta.
Altra sorgente di sicuro interesse ambientale la località Tronti: ubicata nel Bosco della Terra, attraversata da un corso d'acqua, presenta scorci intatti di natura inviolata e l'antico mulino ad acqua.
Molto antica è la conoscenza delle acque salsoiodiche di località Pozzo del Sale, che già in un documento del 1104 viene citato col nome di "Salsa".
Nel 1708, il governo francese rese il pozzo proprietà demaniale. Successivamente il pozzo venne interrato e lasciata solo una piccola porta aperta e sorvegliata, per consentire di attingere l'acqua usata per fini terapeutici. Agli inizi del '900 il principe Francesco Caracciolo, progettò la costruzione di un grande stabilimento termale che, tuttavia, non venne mai realizzato.

Il territorio

Grottolella

    • Arrivederci estate - fine settembre
    • Festa di San Vito - 15 - 16 giugno
      Festa religiosa cui si unisce la Sagra della Trippa
    • Festival canoro - inizi di settembre
    • Sagra dei fiori di zucca e della pizza cenerentola - mese di agosto
    • Sagra della Trippa - giugno
      Si svolge in concomitanza con la Feste di S. Vito
    • San Vincenzo - ultima domenica di agosto
    • Sant'Anastasia - prima domenica di agosto
    • Sant'Egidio - 1° settembre
      Alla festa religiosa si unisce la Fiera agricola di Sant'Egidio a carattere regionale.
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Album fotografico di Grottolella (8 foto)

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