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MontefredaneRicca di sorgenti minerali, a 593 metri d'altezza, Montefredane guarda la valle circostante da una posizione invidiabile. Attraversata dal torrente Fredane, da cui ha origine il toponimo, è bagnata dal fiume Sabato nella frazione di Arcella, a valle, dove era percorsa anticamente dall'acquedotto sannitico romano.
MontefredaneMontefrdane compare per la prima volta nel Catalogo dei Baroni, del 1152, ma è quasi certo che l'insediamento sia in realtà più antico, come testimoniato da iscrizioni e resti di epoca sannitica e romana.
Montefredane
Il Castello dei Caracciolo, di origine longobarda e recentemente restaurato, è situato sulla piazza principale ove affacciano l'attuale municipio e la chiesa madre. Sono state restaurate la torre rotonda, che dà su via Mancini e quella quadrata, inglobata nel castello. Appartenne ai Baldini, Brancaccio, Ferilli, Gesualdo, Ludovisi e, dal 1650 al 1806, ai Caracciolo. Tra i siti religiosi degna di rilevo è la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (XVI sec.). Con la facciata a capanna su due ordini, a pianta trapezoidale, all'interno consente di ammirare ricche decorazioni. Alla sinistra della facciata presenta il campanile a pianta quadrata. Fu, nel XVIII sec., sede di una congrega. La Chiesa dell'Addolorata, edificata nel XVIII secolo e più volte ricostruita. Da ultimo, il tempio è stato gravemente danneggiato dal sisma del 1980 ed ha perso pezzi notevole pregio; tuttavia, conserva ancora i due archi a sesto acuto delle finestre, a testimonianza dell'originaria bellezza ed eleganza dell'edificio. La Cappella del cimitero, consacrata a Maria Santissima della Pietà si presenta particolarmente degna di rilievo per l'affresco della "Deposizione" (1764): il Cristo, appena deposto dalla croce, giace sulle ginocchia della Madonna, mentre sullo sfondo si offre uno scorcio della Montefredane settecentesca. Di notevole interesse è la Chiesa di Santa Maria del Carmine, con impianto a croce latina ed una sola navata. Ad essa appartengono la Tela della Madonna con Bambino (1876) di Scotti, la Madonna della neve (XIX sec.) dipinto ad olio su tela di Cesare Uva, i Busti di Santa Lucia e San Giuseppe (XVII sec.), la Fonte Battesimale del XIV secolo, in pietra locale e la Statua dell'Immacolata (XVIII sec.) realizzata da Nicola Fumo di Baronissi. Secondo la tradizione la statua era destinata al duomo di Avellino ma, poiché troppo pesante da portare in processione, fu donata a Montefredane dai Caracciolo. La fontana di Magliano è un bene storico artistico risalente al XII secolo. Realizzata in pietra, è situata nel cuore del centro storico, e conserva ancora i due lavatoi ai lati del fontanili. Era una delle numerose fontane campestri che consentivano l'approvvigionamento d'acqua fino alla realizzazione dell'acquedotto. La fontana Festole situata nell'omonima frazione, immersa nel verde, risale al XIX secolo; essa presenta una struttura in legno con copertura a coppi e un lavatoio che ancora oggi è utilizzato per lavare i panni. Le fontane di Magliano e Festole fanno parte di quel gruppo di fontane campestri che consentivano l'approvvigionamento d'acqua fino alla realizzazione dell'acquedotto. L'edificio che oggi ospita il Municipio, restaurato di recente, faceva parte dell'abbazia di Maria Santissima di Costantinopoli, adiacente alla ex chiesa dell'Addolorata. Della precedente destinazione ecclesiastica, è conservato un pregevole Coro ligneo di fine settecento, che occupa le pareti del presbiterio. All'interno del centro storico di Montefredane è situato il Palazzo Baronale Ornato dalla facciata settecentesca è, probabilmente, di origine rinascimentale, come testimonia la scala interna a due rampe.
MontefredaneOltre ai caratteristici e diffusi noccioleti e vigneti sono presenti essenze tipiche della macchia mediterranea, come i cespugli di mirto dal forte profumo aromatico e resinoso. Le sue sorgenti (Magliano, Festole, Pisciricolo, Fontanelle) conservano fontane campestri e, in alcuni casi, lavatoi che consentivano, prima dell'acquedotto pubblico, l'approvvigionamento d'acqua agli abitanti. Castelloni è l'area naturalistica più suggestiva dove essenze di leccio, miste a mirto ed alloro, creano composizioni incantevoli di colori in un luogo ameno e piacevole. Altre località immerse nel verde sono Pietracupa e Magliano, ai confini con Grottolella ed Avellino. E' segnalata la presenza della starna e del cinghiale.
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