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Montemiletto

Montemiletto Superficie: Kmq 21,5 Altitudine: 600 m. s.l.m. Abitanti: 5.312

Collocato a 600 metri d'altezza, Montemiletto (da Mons Militum, monte dei soldati) si sviluppa lungo la dorsale collinare che separa la Valle del Calore dalla Valle del Sabato. Pregevole oggi per la vista panoramica, che spazia sul Sannio e sulle zone dell'Alta Irpinia, la disposizione dei luoghi ha costituto nei millenni la ragione per il sorgere degli insediamenti umani.

Montemiletto

Le più antiche testimonianze di insediamenti umani nel territorio di Montemiletto risalgono al Paleolitico medio e si riferiscono ad un villaggio capannicolo localizzato presso la cava Brogna, a circa 1 km dall'abitato dove è emerso un giacimento musteriano (età della pietra scheggiata).
All'età sannitica sono invece riferibili necropoli rinvenute in varie località (Capone, San Giovanni), mentre l'età romana è documentata da iscrizioni sepolcrali, e di ville rustiche. Tombe, mura, vasi e mattoni sono stati soprattutto rinvenuti in contrada San Giovanni (nell'area attualmente attraversata dall'autostrada Napoli-Bari), ove passava quella che nel Medioevo era detta la via antiqua che congiungeva Abellinum ad Aeclanum, e che mantenne nel tempo grande importanza strategica e commerciale, collegando la Puglia e la Campania attraverso il Melfese, il Formicoso e la media valle del Calore.
Nell'Alto Medioevo, sotto la dominazione longobarda, si verificò un certo incremento demografico, pur permanendo lo stato di forte spopolamento che aveva portato alla rinascita di boschi vasti e fitti, che soffocavano le vestigia romane.
Nonostante le remote frequentazioni, il centro abitato di Montemiletto ebbe origine in epoca normanna, intorno all'anno Mille, sorgendo come villaggio fortificato su una posizione elevata difeso da mura alte e ben costruite. Il nuovo centro è ricordato per la prima volta in un documento del febbraio 1101, con cui il normanno Torgisio, che s'intitolava orgogliosamente "gratia Dei seniorem de Montemilitum',donava due terre in "loco Cerbari" alla chiesa di San Nicola de Cibariis di Montaperto.
L'importanza strategica dell'insediamento è confermata dalla distruzione subita nel 1119 durante la guerra Giordano,conte di Ariano e figlio della contessa Altruda, e il duca di Puglia Guglielmo.
Nel periodo angioino Montemiletto fu feudo dei Gaillard, dei Waudemont e dei de La Gonnèse (Lagonessa), sino a che, il 12 agosto 1383, Carlo III di Durazzo vendé per 6.500 ducati a Guglielmo di Tocco Montemiletto.
A partire dal 1589, la famiglia di Tocco, acquisì progressivamente anche i territori limitrofi, prossimi al nuovo tracciato della "regia strada delle Puglie" (attuale nazionale 7bis), ristrutturata nella seconda metà del XVI secolo e poi da Carlo di Borbone nel Settecento. La felice posizione geografica, unita all'intraprendenza di signori del luogo, favorì una notevole crescita economica e demografica.
Anche Montemiletto fu interessata ai moti popolari antifeudali e antispagnoli del 1647-48.
A fine Settecento Carlo di Tocco (1756-1827), principe di Montemiletto, aderì al movimento giacobino, e nell'aprile 1799 fu chiamato a far parte del governo della Repubblica Napoletana. Sua moglie Mariantonia Carafa (1763-1823), con la sorella Giulia, duchessa di Cassano, si prodigò a raccogliere offerte per la Repubblica e persino lavorò alla costruzione del fortino del Molo. Nella reazione Mariantonia ebbe risparmiata la vita, ma fu incarcerata e poi condannata a sette anni di esilio. Carlo di Tocco rimase invece in detenzione sino al febbraio 1801. Nel Decennio napoleonico fu consigliere di Stato, e suo figlio Francesco (1790-1877) servì nell'esercito napoleonico, distinguendosi nel 1813 alla battaglia di Lipsia.
Quando, infatti, ai primi di settembre del 1860, scoppiò ad Ariano la reazione borbonica, questa si propagò fulmineamente a Montemiletto, dove la mattina del 6 una gran massa di contadini assalì e saccheggiò le case dei possidenti facendo in complesso 23 vittime. Nonostante l'arresto di ben 532 persone, il 7 luglio 1861 la rivolta riespose. Di nuovo Montemiletto fu sede di un eccidio:, dove una sparuta schiera di liberali, guidata dal patriota avellinese Carmine Tarantino fu trucidata l'8 luglio, dopo una disperata resistenza nel palazzo Fierimonte.

Montemiletto

  • Casali Sant'Angelo e San Nicola - (Età Paleolitica - Età Sannitica)
    In località Casali Sant'Angelo e San Nicola sono stati ritrovati reperti di tombe e suppellettili relativi all'età paleolitica e sannitica. Inoltre sono stati rinvenuti frammenti di ceramica medioevale (XII sec.). I siti sono i più importanti di Montemiletto conservando gran parte del patrimonio archeologico.
  • Cava Brogna
    In località Cava Brogna è stato scoperto un giacimento Musteriano risalente a 40.000 anni fa. Le campagne di scavo degli anni '70, condotte dall'Università di Siena, hanno portato alla luce suppellettili di pietra di grande interesse.
  • Centro Storico - (Sec. XI - XVIII)
    Il centro abitato di Montemiletto, sorto come luogo fortificato, risale alla metà dell'XI secolo ed è stato edificato dai Normanni. La fortificazione culminava nel castello detto "della Leonessa" modificato più volte nel corso dei secoli.
    All'interno delle mura, un tessuto edilizio pianificato, diviso in lunghi e stretti isolati disposti a pettine rispetto a un asse viario centrale, ospitava piccoli e squadrati isolati a schiera, delimitati da stretti vicoli (denominati con termine francese rue; ulteriore residuo normanno è il culto di Sant'Audeno, dal francese "Ouen"), destinati alle abitazioni dei milites, delle loro famiglie e dei loro servi.
    Il centro storico è caratterizzato da emergenze architettoniche realizzate tra il XI e il XVIII secolo. In prevalenza si tratta di edifici religiosi.
  • Chiesa di S. Maria Maggiore - (Sec. XV)
    La Chiesa di Santa Maria Maggiore, successivamente detta "dell'Assunta" sorse, forse nel XIII secolo. I costruttori integrarono l'edificio nel corpo delle antiche mura del borgo, sullo strapiombo di Torre le Nocelle, probabilmente impiegando come campanile una torre quadrata appartenente alle opere difensive.
    La facciata è in stile romanico adornata da un rosone centrale e un frontone triangolare su un semplice portale in pietra. L'interno è a croce latina, a tre navate, di cui la centrale, in origine era dotata di un soffitto ligneo a cassettoni, mentre le navate laterali presentano volte a vela ribassata e a crociera.
    In seguito ai lavori di restauro eseguiti nel 1939, è stato eliminato il soffitto ligneo a cassettoni, sono state intonacate le pareti ed è stato sistemato, alla sinistra della porta d'ingresso, l'arco in travertino fatto innalzare dalla famiglia Romano-Morgiacchi, nel 1505.
    La volta della navata centrale è affrescata con le immagini dei quattro profeti, Geremia, Ezechiele, Isaia e Daniele, ed è decorata con le scene dell'Annunciazione, della Natività  e dell'Assunzione di Maria al cielo.
    Sulla parete destra della navata una cantoria con un organo del XVIII secolo dalle chiusure in legno dipinto, nelle cappelle laterali affreschi settecenteschi ed altari in marmi policromi.
    La torre campanaria, completamente staccata dal corpo della chiesa, è costruita su quattro livelli: i primi tre, dalla forma pressochè quadrangolare, mostrano la sezione che progressivamente si riduce verso l'alto; l'ultimo piano presenta, invece, una pianta ottagonale. All'ultimo piano, caratterizzato, come il terzo, da grandi finestre abbellite da pietre sagomate a bugnato, si accede tramite una scalinata elicoidale con gradini in pietra di fattura tipicamente medievale.
  • Chiesa di S. Pietro Apostolo - (Sec. XV)
    La chiesa a tre navate con decorazioni plastiche tardobarocche situata al termine della principale via del centro antico, risale probabilmente, nell'impianto originario, al XV secolo. La navata centrale ha volta a botte, mentre le navate laterali sono coperte da volte a vela.
    L'edificio di culto, con l'altare maggiore in marmo posto al centro dell'abside e con gli altari laterali dedicati a Sant' Antonio da Padova e a Santa Rosalia,
  • Chiesa di Sant'Anna - (sec. XVII)
    La chiesa di Sant' Anna fu costruita tra il 1632 e il 1715 nella parte meridionale del vecchio centro fortificato, impiegando materiale di risulta, come la lapide romana ancora visibile nel muro esterno del convento. La chiesa, consacrata dall'arcivescovo Orsini (poi papa Benedetto XIII) il 21 luglio del 1710, presenta un'unica grande navata con cappelle laterali. Degno di nota, l'altare maggiore, in marmi policromi intarsiati, pregevole opera del "marmorario" toscano Pietro Ghetti. Commissionato con atto del 28 novembre 1708, l'altare fu completato solo nel 1721.
    Vanno, inoltre, segnalati due confessionali settecenteschi in legno intagliato, una statua in legno scolpito e dipinto rappresentante Sant'Anna con Maria Vergine Bambina, custodita nella nicchia della quarta cappella laterale sinistra, un dipinto del 1732 e un organo in stile veneziano del '700.
  • Convento Domenicano - Municipio - (Sec. XVII)
    Sul finire del XVI secolo fu iniziata,a Montemiletto la costruzione di un convento e di una chiesa intitolata a Santa Maria di Costantinopoli, destinati agli Eremitani Scalzi di S. Agostino. I lavori cominciarono il 12 marzo del 1591 ma, dopo quattro anni, venne sospesa ogni attività edilizia a causa delle forti divergenze che dividevano irrimediabilmente la comunità agostiniana. Così, nel 1637, il convento e la chiesa furono concessi ai domenicani della congregazione di San Marco dei Cavoti.
    Il convento era dotato al primo piano di circa 60 celle coperte con volte a vela, intorno ad un chiostro quadrato, al centro del quale vi è un pozzo realizzato in blocchi di pietra nel 1723.
    Oggi, l'imponente costruzione ospita gli uffici del Comune.
  • Il Castello - (Sec. XII)
    Un primo edificio, presumibilmente di epoca longobarda, insistente sui resti di una costruzione romana fu radicalmente rifatto dai Normanni, nel XII secolo. Le fondazioni si basano direttamente sul pianoro roccioso e sono realizzate con pietre calcaree informi di varie dimensioni, legate da compatta malta cementizia. La fortificazione, volta a mezzogiorno, ubicata in posizione dominante rispetto alla piazza sottostante, ha subito, nel corso dei secoli, modifiche e ristrutturazioni. Incendiato nel 1119, saccheggiato nel 1269, dal 1280 al 1337 appartenne ai de La Gonnaise. Nei quasi cinque secoli in cui ne hanno avuto il dominio, i signori della famiglia di Tocco hanno progressivamente arricchito e modificato l'impianto architettonico del castello.
    In epoca rinascimentale, l'edificio fu trasformato in palazzo baronale con larghe finestre e ampi balconi, unendo poderose strutture difensive, rivellini e torri merlate, a camere residenziali e numerosi locali di servizio.
    Attualmente, si riconoscono due corpi principali distinti: la struttura originaria, di forma quadrangolare, con mura scarpate e mastio centrale coperto a volta; una seconda struttura, di forma poligonale, con due torri a sezione circolare, collocate agli angoli sud e ovest, mentre la terza torre, a pianta quadrangolare guarda a sud-est. Una quarta torre, a settentrione, forse è stata abbattuta e sostituita con l'attuale torre quadrata dell'orologio.
    Gli interni hanno subito notevoli manomissioni, con apertura di nuovi vani, chiusura di altri e costruzione di nuove tramezzature. Dei prospetti del castello solo quello meridionale conserva maggiormente integro il suo aspetto seicentesco. E' un' opera imponente di notevole pregio. Recentemente restaurato, il complesso architettonico rappresenta uno dei castelli medievali irpini meglio conservati.
    Al castello si accede dall'attuale piazza Quattro Novembre attraverso la "Porta della Terra" realizzata nel vecchio muro di cinta che univa la fortificazione al circuito difensivo dell'abitato. La "Porta della Terra", eretta "dai cittadini benemeriti dell'Università" fu costituita da un grande arco in travertino, inquadrato da lesene modanate e caratterizzato da un unico fornice, sulla cui trabeazione si innalzano cinque merli.
  • Località Montaperto - (Età Sannitica / Età Romana)
    In località Montaperto sono stati ritrovati frammenti di ceramica di tombe sannitiche risalenti al VII VIII sec. Inoltre sono stati ritrovati reperti di un'antica villa romana.
  • Resti del ponte Romano
    Sull'antica strada che collegava Abellinum ad Aeclanum, nei pressi della riva sinistra del fiume Calore, si erge il pilone che è tutto ciò che rimane di un ponte di età romana.

Montemiletto

Ai confini con Lapio e Taurasi il paese è bagnato dal fiume Calore. La vegetazione fluviale, con i suoi pioppi bianchi, fa da contraltare ai querceti, vigneti e ai campi coltivati, creando una piacevole polimorfia cromatica. Imboccando la strada comunale per Casale Landolfi arriviamo a Monte Caprio caratterizzato da estesi boschi di castagno. Suggestivi anche gli itinerari che si affacciano sui resti del Ponte romano e sulla collina di Montaperto. Tra cespugli ed arbusti, ai margini dei boschi e dei prati, vivono la lepre e il topo quercino, singolare roditore contraddistinto dalla mascherina nera intorno agli occhi.
Monte Caprio
Imboccando la strada comunale per Casale Landolfi arriviamo a Monte Caprio caratterizzato da estesi boschi di castagno. Suggestivi anche gli itinerari che si affacciano sui resti del Ponte romano e sulla collina di Montaperto.

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    • Carnevale con Zeza. - Carnevale
    • Estate insieme - Luglio – Settembre
    • Festa al Castello della Leonessa - settembre
    • Festa del Sacro Cuore di Gesù - 23/24 giugno
    • Festa dell'Addolorata - maggio
    • Festa di S. Antonio - agosto
    • Festa di S. Eustachio - 19/20 settembre
    • Festa di S. Lucia - settembre
    • Fiera di S. Anna - 26 Luglio
    • Sagra della "Mantoppola" - settembre
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Album fotografico di Montemiletto (18 foto)

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