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- Il Flamingo, Corso Europa 80

Sant'Angelo a ScalaSant'Angelo a Scala sorge a 550 metri sul livello del mare, alle pendici del monte Vallatrone, i cui boschi accolgono il caratteristico abitato ed invitano alle escursioni naturalistiche. Sebbene prossimo al capoluogo, la natura del territorio ha consentito la conservazione di un paesaggio incontaminato, dalla cui esplorazione si può trarre il duplice piacere del contatto con la natura e delle viste panoramiche che si aprono, quasi all'improvviso, sulla valle sottostante.
Sant'Angelo a ScalaIgnote le esatte origini del toponimo. L'Angelo cui si riferisce la prima parte del nome potrebbe essere San Michele Arcangelo, il cui culto fu diffuso dai longobardi nel le terre poste sotto il loro dominio. Quanto allo specificazione "a Scala" ("ad scalas", nei documenti d'epoca medievale) alcuni affermano trattarsi di un riferimento generico alla configurazione delle montagne che circondano il borgo, mentre altri sostengono la dipendenza da una ripida stradina che collegava il borgo ad un antico edificio religioso situato più a monte.
Sant'Angelo a Scala
In stile romanico, presenta un meraviglioso portale in pietra lavorata e un imponente campanile. L'interno, conserva importanti opere d'arte come la statua settecentesca dell'Incoronata del Merliano, tele del '700 provenienti dallo scomparso monastero dell'Incoronata, l'altare maggiore in marmi policromi, il fonte battesimale e l'organo a canne. Fuori dal centro abitato si segnala la pregevole la Chiesa di san Silvestro con la sua facciata barocca, l'adorno portale scolpito in pietra e la torre campanaria che domina il borgo. Nei cui pressi c'è una grotta naturale con una sorgente, le cui acque curative si narra abbiano guarito dalla lebbra Costantino per intercessione di Papa Silvestro. Il palazzo nel quale nacque Gian Pietro Carafa, si eleva su un basamento roccioso in prossimità del Castello Medioevale. Sebbene anch'esso dirupo, il Palazzo Carafa mantiene ancor oggi evidenti segni della notevole qualità della tecnica costruttiva. L'edificio misurava 43 metri di fronte per 23 di profondità e si elevava per due piani su un basamento composto di grandi blocchi di pietra calcarea perfettamente squadrati. Il palazzo era collocato al centro di un grande giardino terrazzato. Il castello fu costruito in epoca normanna presso la Chiesa di San Michele Arcangelo, a presidio del piccolo borgo abitato. Appartenne al conte di Avellino, Riccardo dell'Aquila e, successivamente, fu acquistato da Ruggiero de Farneto, signore di Altavilla e di Capriglia. Nel 1440 ospitò il re Renato d'Angiò che vi si rifugiò per sfuggire agli aragonesi. Attualmente restano solo alcuni ruderi. Il convento sorse nella seconda metà del '500, sull'onda della devozione popolare che accompagnò l'arrivo a S. Angelo di Giulio da Nardò, e del suo accolito spagnolo Giovanni. Questi trascorsero oltre un ventennio in eremitaggio, sotto la protezione della famiglia Carafa, la quale promosse (anche in concorrenza con Montevergine) la costruzione del cenobio che volle adornare con una pregevole statua appositamente commissionata a Nola. Il monastero fu consacrato dall'Arcivescovo di Benevento nel 1592. Dopo varie vicende, il Santuario di Santa Maria dell'Incoronata finì con l'essere distrutto dai Francesi nel 1806 per aver ospitato Fra Diavolo. A loro volta, i ruderi diedero rifugio ai briganti in epoca post-unitaria.
Sant'Angelo a ScalaMeta di rapide escursioni possono essere le località di S. Silvestro, con la chiesa e la sorgente omonime, i ruderi dell'Incoronata, con i suoi faggi secolari ai piedi del Monte Vallatrone, la pineta comunale Madamaquila, con ampi spazi attrezzati, aree pic nic e presso i ruderi ristrutturati del "Castello Carafa" con vista panoramica ed annesso anfiteatro.
Sant'Angelo a Scala
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