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TufoSulla destra del Fiume Sabato e ai piedi del Monte Gloria, troviamo Tufo. Arroccato su una collina tufacea, a 250 metri d'altezza, il paese è celebre per il suo vino, il Greco di Tufo, e per le antiche Miniere Di Marzo il cui complesso, Molino Giardino, sorge sulle rive del fiume. Un tempo industria, oggi archeologia industriale che si integra in maniera spettacolare con l'ambiente fluviale.
TufoIl primo nucleo di quello che sarebbe poi divenuto Tufo, sorse intorno al X secolo, lungo le rive del fiume Sabato. Prima risorsa a rendere prezioso il luogo fu proprio il tufo, presente diffusamente nel sottosuolo di questa area dell'Irpinia longobarda. La posizione strategica del nuovo abitato, che consentì di dominava l'intera valle che dalle pendici del Monte Terminio si estende fino alle porte del Sannio fece sì che sorgessero rapidamente importanti fortificazioni e lo resero luogo di battaglie per tutto il Medioevo, tra cui quella del 1266 tra gli Svevi e gli Angioini.
Tufo
Il Casale Aufiero, risalente agli inizi del ventesimo secolo, si presenta conservato in modo discreto. Presenta tutte le caratteristiche architettoniche di un' edificio rurale. E' stato realizzato con il tufo locale a orditura semplice. Risale all'epoca normanna la costruzione del Castello che, nell'arco dei secoli, è stato variamente trasformato e, nel XVII secolo, divenne palazzo residenza. Visibili la torre cilindrica, tratti delle cortine murarie, il portale interno rinascimentale. Il castello sorge su una roccia di tufo, nel punto più alto della collina che ospita il nucleo abitato originario. Si può supporre che il castello avesse interni decorati con cura, soprattutto a partire dall'epoca aragonese, quando perse gradualmente le funzioni difensive per trasformarsi i residenza. Ad oggi, tuttavia, l'edificio è completamente diruto. Il caratteristico borgo medioevale si presenta ornato dai portali in pietra delle abitazioni e pavimentato da strade selciate. Dominato dal castello, presenta emergenze architettoniche interessanti come la Chiesa di S. Maria Assunta. Tra le abitazioni contigue al Castello ancora oggi si intravedono tratti del circuito murario del XIV secolo. All'ingresso del centro antico, posto su una collina tufacea a 250 metri di altitudine, Palazzo Di Marzo. La chiesa si presenta con struttura semplice, un campanile sovrastante con due campane e la rappresentazione sulla facciata, all'altezza dell'ingresso, del Santo Michele. La Fontana Rampa San Vito, che rientra nel notevole patrimonio storico artistico del comune di Tufo, è situata nelle immediate vicinanze del comune. Vi si può accedere facilmente a piedi con una passeggiata nelle suggestive bellezze naturalistiche. La Grotta è profonda più di 50 metri. L'acqua sorge da una grotta più piccola, situata nella parte posteriore della grotta e nelle pareti in pietra sono visibili i solchi prodotti dallo scorrere dell'acqua. Meta di pellegrinaggi sin dall'XI secolo il sito aveva per i fedeli un che di magico, di salvifico: ammalati in punto di morte erano trasportati presso la grotta ad implorare l'intervento dell'Arcangelo. La Grotta di San Michele Arcangelo è stata inserita nei percorsi sacri del Giubileo. L'attività estrattiva oggi non è più praticata a Tufo e solo ad Altavilla un piccolo gruppo di operai lavora per la raffinazione dello zolfo; cosi ancora oggi, nel comune, sono conservati perfettamente i ruderi del Mulino ad acqua, gli imponenti macchinari, le miniere e i pozzi di ventilazione. Unico modello campano di miniera in galleria, con un ampio bacino minerario sviluppato anche sotto il livello del fiume, la miniera era come un paese, le gallerie si estendevano per più di 30 km nel sottosuolo e scendevano fino a 400/500m di profondità. Era il complesso per la lavorazione e l'imballaggio del minerale estratto dalle miniere, e ne ospitava anche gli uffici amministrativi. Si presenta oggi, abbandonato ma in fase di recupero, con l'imponente facciata rivolta vero il fiume Sabato, realizzata con blocchi tufacei, non senza una certa attenzione all'impatto estetico, inattesa in un edifico di carattere strettamente produttivo. Si tratta di un pregevole esempio e testimonianza di archeologia industriale. All'ingresso del centro antico, posto su una collina tufacea a 250 metri di altitudine, è ubicato Palazzo Di Marzo (XIX sec.), dalle ampie finestre che si affacciano sulla vallata, con le sue storiche cantine ottocentesche.
TufoIl territorio è ricco di torrenti dai nomi evocativi che si rincorrono nella valle: torrente Branete, torrente dell'Angelo, torrente dei Granchi, dai granchi che un tempo si trovavano nel corso d'acqua, torrente dei Calamarielli, torrente Risicco, torrente Veturine, torrente Embricera. Oltre a visitare la vegetazione ripariale del Sabato, con le essenze di frassino, salice, olmo ed acero non trascuriamo di addentrarci nel Bosco della Palata o di godere del panorama
Tufo
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