Tufo

Tufo Superficie: Kmq 6,0, Altitudine: 250 m. s.l.m. Abitanti: 951

Sulla destra del Fiume Sabato e ai piedi del Monte Gloria, troviamo Tufo. Arroccato su una collina tufacea, a 250 metri d'altezza, il paese è celebre per il suo vino, il Greco di Tufo, e per le antiche Miniere Di Marzo il cui complesso, Molino Giardino, sorge sulle rive del fiume. Un tempo industria, oggi archeologia industriale che si integra in maniera spettacolare con l'ambiente fluviale.

Tufo

Il primo nucleo di quello che sarebbe poi divenuto Tufo, sorse intorno al X secolo, lungo le rive del fiume Sabato. Prima risorsa a rendere prezioso il luogo fu proprio il tufo, presente diffusamente nel sottosuolo di questa area dell'Irpinia longobarda. La posizione strategica del nuovo abitato, che consentì di dominava l'intera valle che dalle pendici del Monte Terminio si estende fino alle porte del Sannio fece sì che sorgessero rapidamente importanti fortificazioni e lo resero luogo di battaglie per tutto il Medioevo, tra cui quella del 1266 tra gli Svevi e gli Angioini.
Tufo restò nella sfera di benevento fino al secondo decennio del XV quando la regina Giovanna II di Napoli, quando nominò capitano a vita Sergiovanni Caracciolo, già conte di Avellino. Solo nel 1400 sotto gli Aragonesi il piccolo avamposto militare si trasformò in una comunità  vera e propria e il Castello subì importanti ampliamenti strutturali e decorativi.
Nel 1866 furono individuati importanti giacimenti di zolfo, che grazie all'iniziativa della famiglia Di Marzo e al lavoro di centinaia di uomini e donne, divennero in pochi anni uno dei centri minerari più importanti del Mezzogiorno. Le Miniere Di Marzo arrivarono ad occupare anche 800 lavoratori e fu così che il centro agricolo della Valle del Sabato diventò una vera e propria cittadella industriale.
Negli anni '60, dopo un secolo di attività , iniziarono a registrarsi i primi segnali di crisi, dovuti essenzialmente all'apertura dei mercati internazionali e alla mancata sfida dell'innovazione tecnologica che il Mezzogiorno registrò nel settore. Così nel 1972 furono chiuse le cave dalle quali si ricavava il minerale e agli inizi degli anni '90 anche lo stabilimento di trasformazione e di vendita concluse la propria attività.

Tufo

  • Casale Aufiero - (Sec. XX)
    Il Casale Aufiero, risalente agli inizi del ventesimo secolo, si presenta conservato in modo discreto. Presenta tutte le caratteristiche architettoniche di un' edificio rurale. E' stato realizzato con il tufo locale a orditura semplice.
  • Castello Normanno - (Sec. XI)
    Risale all'epoca normanna la costruzione del Castello che, nell'arco dei secoli, è stato variamente trasformato e, nel XVII secolo, divenne palazzo residenza. Visibili la torre cilindrica, tratti delle cortine murarie, il portale interno rinascimentale.
    Il castello sorge su una roccia di tufo, nel punto più alto della collina che ospita il nucleo abitato originario. Si può supporre che il castello avesse interni decorati con cura, soprattutto a partire dall'epoca aragonese, quando perse gradualmente le funzioni difensive per trasformarsi i residenza. Ad oggi, tuttavia, l'edificio è completamente diruto.
  • Centro Storico - (Sec. X)
    Il caratteristico borgo medioevale si presenta ornato dai portali in pietra delle abitazioni e pavimentato da strade selciate. Dominato dal castello, presenta emergenze architettoniche interessanti come la Chiesa di S. Maria Assunta. Tra le abitazioni contigue al Castello ancora oggi si intravedono tratti del circuito murario del XIV secolo. All'ingresso del centro antico, posto su una collina tufacea a 250 metri di altitudine, Palazzo Di Marzo.
  • Chiesa di San Michele - (Sec. X)
    La chiesa si presenta con struttura semplice, un campanile sovrastante con due campane e la rappresentazione sulla facciata, all'altezza dell'ingresso, del Santo Michele.
  • Fontana Rampa San Vito
    La Fontana Rampa San Vito, che rientra nel notevole patrimonio storico artistico del comune di Tufo, è situata nelle immediate vicinanze del comune. Vi si può accedere facilmente a piedi con una passeggiata nelle suggestive bellezze naturalistiche.
  • Grotta di San Michele - (Sec. XI)
    La Grotta è profonda più di 50 metri. L'acqua sorge da una grotta più piccola, situata nella parte posteriore della grotta e nelle pareti in pietra sono visibili i solchi prodotti dallo scorrere dell'acqua. Meta di pellegrinaggi sin dall'XI secolo il sito aveva per i fedeli un che di magico, di salvifico: ammalati in punto di morte erano trasportati presso la grotta ad implorare l'intervento dell'Arcangelo. La Grotta di San Michele Arcangelo è stata inserita nei percorsi sacri del Giubileo.
  • Miniere di zolfo - (Sec. XIX)
    L'attività estrattiva oggi non è più praticata a Tufo e solo ad Altavilla un piccolo gruppo di operai lavora per la raffinazione dello zolfo; cosi ancora oggi, nel comune, sono conservati perfettamente i ruderi del Mulino ad acqua, gli imponenti macchinari, le miniere e i pozzi di ventilazione. Unico modello campano di miniera in galleria, con un ampio bacino minerario sviluppato anche sotto il livello del fiume, la miniera era come un paese, le gallerie si estendevano per più di 30 km nel sottosuolo e scendevano fino a 400/500m di profondità.
  • Mulino Giardino - (Sec. XIX)
    Era il complesso per la lavorazione e l'imballaggio del minerale estratto dalle miniere, e ne ospitava anche gli uffici amministrativi. Si presenta oggi, abbandonato ma in fase di recupero, con l'imponente facciata rivolta vero il fiume Sabato, realizzata con blocchi tufacei, non senza una certa attenzione all'impatto estetico, inattesa in un edifico di carattere strettamente produttivo. Si tratta di un pregevole esempio e testimonianza di archeologia industriale.
  • Palazzo e cantine Di Marzo - (Sec. XIX)
    All'ingresso del centro antico, posto su una collina tufacea a 250 metri di altitudine, è ubicato Palazzo Di Marzo (XIX sec.), dalle ampie finestre che si affacciano sulla vallata, con le sue storiche cantine ottocentesche.

Tufo

Il territorio è ricco di torrenti dai nomi evocativi che si rincorrono nella valle: torrente Branete, torrente dell'Angelo, torrente dei Granchi, dai granchi che un tempo si trovavano nel corso d'acqua, torrente dei Calamarielli, torrente Risicco, torrente Veturine, torrente Embricera. Oltre a visitare la vegetazione ripariale del Sabato, con le essenze di frassino, salice, olmo ed acero non trascuriamo di addentrarci nel Bosco della Palata o di godere del panorama
della valle dalle località  S. Paolo, S. Stefano, Castellone e S. Lucia. E procuriamoci il piacere degli scorci paesaggistici offerti dalle vigne storiche site nelle località  Piano Viale, Laure e Serrone.

Il territorio

Tufo

    • Festa di San Michele Arcangelo - 8 maggio
      in occasione della quale ha luogo la rappresentazione di carattere religioso dell'Opera di San Michele, che racconta in musica e versi la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso. Alla rappresentazione prendono parte gli stessi abitanti del paese che per quel giorno vestono i panni di angeli e demoni.
    • Festa rurale di S. Antonio - agosto
    • Fiera del pregiatissimo Greco di Tufo - prima settimana di settembre
Il territorio

Album fotografico di Tufo (14 foto)

1

Immagine tufo01.jpg Immagine tufo02.jpg Immagine tufo03.jpg Immagine tufo04.jpg Immagine tufo05.jpg Immagine tufo06.jpg Immagine tufo07.jpg Immagine tufo08.jpg Immagine tufo09.jpg Immagine tufo10.jpg Immagine tufo11.jpg Immagine tufo12.jpg Immagine tufo13.jpg Immagine tufo14.jpg
Il territorio